Archivi per la categoria ‘Escursioni in Abruzzo’
Città di Teramo
La città di Teramo capoluogo di provincia
A pochi chilometri dal mare Adriatico e dalle montagne del Gran Sasso d’Italia, Teramo è situata su un pianoro fra i fiumi Tordino e Vezzola. Di qui il nome latino, dato alla città durante il dominio romano, di Interamnia ossia città tra due fiumi. La città ha origini antichissime, essendo stata abitata fin dai tempi preistorici. Fu, poi, la capitale del Praetutium, nome dato al territorio Teramano quando la città, perduta la libertà italica, divenne dominio romano. Sotto i romani Teramo si trovò ad essere al tempo stesso colonia e municipio. Sotto l’imperatore Augusto e poi sotto Adriano conobbe un lungo periodo aureo del quale furono testimonianza i templi, le terme, il teatro, l’anfiteatro e tutta una serie di monumenti oggi sommersi dalla nuova città. Dopo questa lunga era felice, la città romana fu distrutta, nel 410, dai Goti di Alarico e conobbe un periodo di decadenza. Successivamente, sotto i Longobardi, fu aggregata, come Contea, al Ducato di Spoleto. Venne poi il periodo normanno e, a metà del Trecento, il dominio angioino. Tornò, allora, la prosperità, ma fra il 1300 e il 1400 la città di Teramo fu dilaniata dalle lotte fra le fazioni dei Melatini e degli Antonelli, degli Spennati e dei Mazzaclocchi. Diverse famiglie si alternarono al potere, fino a quando, nel 1421, Braccio Fortebraccio da Montone le estromise dal comando della città. Dal 1438 al 1443 Teramo fu tenuta da Francesco Sforza e, poi, da Alfonso d’Aragona. In seguito alla guerra di successione spagnola divenne dominio austriaco e, nel 1798, passò ai Francesi. Nel 1815, dopo la rivolta contro il governo di Murat, la città aprutina tornò al Regno di Napoli, per seguire poi la storia e la sorte del Meridione.

- La cattedrale di Teramo
Valle del Fino partendo da Silvi Marina
Valle del Fino, sconosciuta e bellissima
L’itinerario attraversa una delle zone meno frequentate della provincia, ma sicuramente una delle più affascinanti e più ricche di tradizioni, che si estende lungo la Valle del fiume Fino. Da Silvi marina vale la pena di salire a Silvi alta, che offre una splendida veduta dell’Adriatico. Da qui, attraverso la panoramica SS 553, si raggiunge, in una decina di chilometri, la storica città di Atri e, lungo la valle del Fino, percorrendo un tratto della statale e proseguendo per la strada provinciale, si giunge a Villa Bozza, centro di origine preromana, e a Castilenti, paese noto per un cippo miliario degli imperatori Valentiniano, Valente e Graziano. Da Castilenti, scendendo a valle, si incontra, sulla destra, l’incrocio con la SS 81, risalendo la quale, dopo circa quattro chilometri c’è un altro incrocio, sulla sinistra, con la SS 365 che, in tre chilometri, conduce a Castiglione Messer Raimondo, oggi famosa per i suoi scavi archeologici. Chi desideri ammirare un incantevole panorama della valle, può raggiungere, in breve tempo, Montefino, che conserva anche i resti di un castello degli Acquaviva, duchi di Atri. Proseguendo invece lungo la SS 365, si raggiunge Bisenti, ricca di testimonianze medioevali e barocche e, con una breve deviazione, Arsita, nota per l’artigianato del legno e per le autentiche tradizione folkloristiche. Da Bisenti, ritornando sulla SS 365, è facile raggiungere Basciano, e poi Villa Vomano, da dove, lungo la SS 81, in circa dodici chilometri si giunge a Penne S. Andrea sede, in agosto, dell’incontro di folklore italico, manifestazione famosa e di rilievo. Ritornando sulla statale è facile arrivare a Cermignano e magari prevedere una piccola escursione a Montegualtieri che conserva integra un originale torre triangolare del ‘300, o proseguire per Cellino Attanasio, famoso castello dei duchi di Acquaviva, cinto di mura e di torri. Da Cellino, ripassando per Atri, consigliamo di ritornare sulla costa lungo la strada provinciale che, attraversando Mutignano, raggiunge Pineto. La strada che conduce da Cellino Attanasio ad Atri permette di ammirare i famosi calanchi, solchi di erosione incisi dalle acque nelle rocce argillose. Si tratta di vere e proprie architetture della natura.
Famosa nel mondo per l’industria della liquirizia, Silvi fa da confine fra la provincia di Pescara e quella di Teramo. Il centro storico, in collina, conserva la Chiesa Madre con una bella torre campanaria. La zona litorale presenta un arenile lungo circa quattro chilometri. Come a Roseto degli Abruzzi, anche qui non mancano strutture alberghiere e manifestazioni particolari che fanno di Silvi un centro a forte vocazione turistica.
A Castilenti è interessante la Chiesa parrocchiale che custodisce una croce astile. Merita poi una visita il Convento francescano recentemente restaurato.
A Castiglione Messer Raimondo centro dalle antiche origini, nella Chiesa di San Nicola di Bari, è conservata una bella croce processionale di rame e argento dorato del sec. XVI. Vale la pena, poi, di visitare gli Scavi archeologici di Colle San Giorgio, dove sono stati rinvenuti i resti di un santuario italico che fanno risalire proprio al periodo italico il primo insediamento abitativo nel territorio di Castiglione Messer Raimondo.
Ricca di monumenti è Bisenti . Particolare è la barocca Chiesa Madre di Santa Maria degli Angeli con il campanile e, all’interno, una statua di terracotta della Madonna con il Bambino. Interessante anche la Casa Badiale del 1400, la Torre medievale, le Fontane antiche. La leggenda vuole che proprio a Bisenti sia nato Ponzio Pilato e, a testimonianza di ciò, gli abitanti del paesino indicano quella che sarebbe stata, un tempo, la sua casa. Da Bisenti è facile raggiungere Arsita immersa nel verde. Lungo il corso principale si trovano diversi palazzi gentilizi e la Parrocchiale di Santa Vittoria, chiesa cinquecentesca restaurata nel 1700 che conserva, all’interno, una settecentesca scultura in legno del Cristo morto. Poco distante la Chiesa della SS. Trinità, con una porta in bassorilievo in legno. Nella zona periferica, su una rocca, si trova un Torrione a pianta ottagonale appartenente all’ormai inesistente cinta fortificata e merlata del 400. Su una collina poco distante dal centro c’è, poi, la Chiesa romanica di Santa Maria d’Aragona al cui interno è possibile ammirare un affresco cinquecentesco riproducente l’immagine della Madonna.
A Basciano piccolo centro a pochi chilometri dal capoluogo di provincia, ci sono ancora i resti di un Castello. Di particolare rilevanza è la Chiesa di Santa Maria fuori le mura, edificata probabilmente su un vecchio tempio pagano, che presenta un particolare soffitto tutto in mattonelle dipinte e splendidi altari lignei. Da visitare anche la Parrocchiale di San Flaviano. A Basciano è famosa la “sagra del prosciutto nostrano” che si tiene ogni anno nel mese di agosto e la “passeggiata delle canestrelle” con l’assaggio di vini locali. A Penna Sant’Andrea dove nel mese di agosto si svolge il ‘Festival del folklore italico”, c’è da visitare la Chiesa matrice con un grande altare in legno dorato. Preziose e raffinate tele si possono ammirare a Cermignano in una Chiesa barocca, mentre la Chiesa di Sant’Eustachio conserva splendidi altari lignei del 1300.
Montegualtieri merita sicuramente una visita perché presenta una particolarità unica in Abruzzo: la Torre triangolare del ‘300, probabilmente costruita con intenti di avvistamento. A Cellino Attanasio famoso castello dei duchi d’Acquaviva, con resti di mura perimetrali dai torrioni cilindrici, occorre certamente visitare la bella Parrocchiale di Santa Maria la Nova, il cui portale trecentesco è opera dell’artista Matteo de Caprio. Riscendendo verso il mare merita una visita il piccolo centro di Mutignano. La Chiesa del patrono San Silvestro Papa, con frammenti e bassorilievi esterni di un edificio più antico, mostra, all’interno, una preziosa ancòna lignea dipinta da Andrea de Litio (sec. XV) e raffigurante San Silvestro. Splendido il crocifisso in marmo attribuito al Bernini.
L’itinerario termina a Pineto che prende il nome dalla fitta pineta che costeggia il paese e dal verde che ancora circonda la piccola località balneare. Alla periferia meridionale si erge la Torre di Cerrano, una delle cinquecentesche torri di Carlo V, oggi di proprietà della Provincia, al cui interno c’è un laboratorio di biologia marina del Ministero della Marina Mercantile, di importanza nazionale.
Questo itinerario, dal mare ai monti, consente di gustare, nelle trattorie e nelle aziende agrituristiche disperse in tutti i paesetti toccati, alcuni dei piatti più caratteristiche e tradizionali della secolare gastronomia locale, dai famosi maccheroni alla molinara, ai pecorini e ai salumi prodotti in zona in maniera del tutto artigianale, il tutto innaffiato dal vino “montonico” lodato dagli storici antichi e protagonista di una frequentatissima sagra che si tiene a Bisenti nel mese di ottobre.
Vallata del Vomano partendo da Roseto degli Abruzzi
Scoprire la Vallata del Vomano partendo da Roseto degli Abruzzi
Da Roseto degli Abruzzi, una delle “sette sorelle” della costa teramana, l’itinerario si svolge lungo la valle del fiume Vomano e poi attraverso la A 24 o lungo la suggestiva valle del fiume Vomano, con le chiese di S. Maria di Ronzano e di San Giovanni ad Insulam, Isola del Gran Sasso e, percorrendo una strada provinciale, Castelli, la città della ceramica famosa nel mondo per i suoi maiolicari e ricca di opere d’arte che testimoniano quanto antica sia la tradizione ceramistica nel piccolo paese della provincia di Teramo. Da Roseto degli Abruzzi, centro balnerae e turistico, prodigo di manifestazioni canore, sportive e folkloristiche di alto livello, è quasi d’obbligo salire a Montepagano, dai cui spalti “saraceni” è possibile ammirare una delle più splendide vedute del Mare Adriatico. Riscendendo poi a Roseto, lungo la SS 150 si incontra, sulla destra, il bivio per l’abbazia di S. Maria di Propezzano, suggestivo monumento romanico. Sempre lungo la strada statale, all’altezza di Guardia Vomano, si impone un’altra Abbazia romanica, quella di San Clemente al Vomano. L’itinerario che va da Roseto degli Abruzzi a Castelli può, con un po’ di tempo a disposizione, prevedere ulteriori fermate. Lungo la SS 150 si incontrano, infatti, sulla destra, il bivio per Morro D’Oro, quello per Notaresco, centro agricolo dalle tradizioni medievali, qualle per l’antico borgo di Castelbasso e quello per Canzano, famosa per il suo tacchino alla canzanese e per i suoi merletti. Roseto degli Abruzzi un’altra delle “sette sorelle” della costa teramana, è dedita quasi esclusivamente al turismo. La cittadina costiera non presenta caratteristiche storiche, perché è un centro giovane e, a differenza di Giulianova, non è frutto di un trasferimento dal centro storico, ma è nato direttamente sul mare. Roseto rappresenta, tuttavia, una delle mete balneari più frequentate della costa, per via delle numerose manifestazioni che propone di anno in anno, ai turisti che vi soggiornano. Montepagano costituisce una vera e propria terrazza sul mare. Dal suo belvedere si ammira, infatti, il litorale di Roseto degli Abruzzi. Da vedere la Chiesa dell’Annunziata, ricca di opere d’arte, che custodisce una cinquecentesca croce d’argento di Paolo di Sante da Teramo. Il piccolo centro è noto soprattutto per la sagra dei vini che vi si tiene ogni anno nel mese di settembre.
L’Abbazia di Santa Maria di Propezzano, situata su un poggio fra gli ulivi, è un monastero del 1285 che risale, probabilmente, al secolo VIII. All’interno ci sono affreschi del secolo XV, mentre altri affreschi del 600, raffiguranti storie del Vecchio e del Nuovo Testamento, e attribuiti al polacco Sebastiano Majewski, si trovano nel chiostro del Monastero. La facciata in mattoni presenta un portale a lunetta del ‘200 e interessanti affreschi sotto un portichetto gotico. San Clemente al Vomano si trova nell’agro di Notaresco. La chiesa, risalente all’VIII secolo, fu ricostruita fra il XII e il XIII secolo. La facciata e il portale sono tipicamente romanici. Il presbiterio, preceduto da un’ampia scalinata, custodisce un ciborío arabeggiante di Roberto di Ruggero. Sotto il ciborio è collocato l’altare con un paliotto in marmo con intarsi di coccio pesto. All’interno sono custoditi la statua di San Clemente in legno, del secolo XV, e affreschi appartenenti a varie epoche.
Isola del Gran Sasso d’Italia situata ai piedi del Gran Sasso, è un centro ricco di testimonianze medievali e rinascimentali. Il paesaggio che la circonda è un vero spettacolo, immerso fra boschi, pascoli e nevi quasi perenni. Il suo centro storico è caratterizzato da piccole case antiche sulle cui finestre sono incise massime e sentenze latine. Da vedere la Chiesa di San Massimo, col portale quattrocentesco di Matteo da Napoli e il pannello maiolicato raffigurante la Madonna, la Cona di San Sebastiano, con gli affreschi di Andrea de Litio, la Casa dei Marchesi della Valle e il complesso di San Giovanni ad Insulam, costruito presso un ponte sul fiume Mavone nel secolo XII. Nelle vicinanze di Isola del Gran Sasso sorgono poi il Santuario di San Gabriele dell’Addolorata, fondato nel 1215 da San Francesco D’Assisi, oggi meta di migliaia di pellegrini, e i ruderi del Castello dei Conti di Pagliara, dove visse San Berardo, patrono della città di Teramo.
Santa Maria di Ronzano, in agro di Castel Castagna è un’altra chiesa romanica, con un grandioso ciclo di affreschi del 1181. Dal sagrato è possibile ammirare una delle più belle vedute del Corno Grande del Gran Sasso d’Italia. A Morro d’Oro meritano una visita il Museo del folklore e la Chiesa di San Salvatore, risalente al 1331 ma con una facciata barocca. A Notaresco si trova il ‘Civitello’, fortezza di Lotario che, secondo alcuni storici, sarebbe il fondatore della città. Canzano è nota soprattutto per la specialità culinaria del “tacchino alla canzanese”, ma presenta anche bellezze che meritano di essere visitate: i resti di una Torre di cinta della città, risalente al sec. XIV, la Chiesa romanico-gotica di San Salvatore, con affreschi, e la barocca Santa Maria dell’Alno. A Canzano è possibile acquistare pregiati merletti, la cui tradizione è ancora molto viva nel paesino teramano.
Valle del Tordino partendo da Giulianova
Valle del Tordino, partendo da Giulianova
Giulianova, Mosciano Sant Angelo, Bellante, Campli, Teramo, Valle San Giovanni, Cortino, Crognaleto, Torricella Sicura, Rocca Santa Marina. L’itinerario, partendo dalla località turistica e balneare di Giulianova, si svolge verso l’interno, attraverso SS 262, fino a Teramo, il capoluogo di provincia, passando per Mosciano Sant’Angelo, per Bellante e per l’antichissima Campli. Una volte giunti a Teramo ci si offrono diverse possibilità di scelta fra percorsi differenziati ma tutti ugualmente ricchi di attrattive e peculiarità che ben valgono una visita. Percorrendo la SS 80 in direzione di L’Aquila, al bivio per Valle San Giovanni si potrà risalire la valle del fiume Tordino, verso i Monti della Laga, e raggiungere Cortino, con il suo verde e i suoi abeti millenari, e di qui Crognaleto, un Eden tutto abruzzese fatto di boschi ricchi di fragole e funghi e di fiumi lungo i quali è ancora possibile pescare in un ambiente totalmente vergine.
Sempre da Teramo, lungo la SS 80, si incontra il bivio per la vicinissima Torricella Sicura, da dove una strada provinciale conduce a Rocca S. Maria, quindi, alla frazione Paranesi, e di qui al Ceppo, a 1.300 metri di altitudine, ai margini del Bosco Martese, dentro il quale scorre il fiiume Castellano e si possono raccogliere e gustare ottimi funghi. L’itinerario più tradizionale, a partire da Teramo, è però quello che, sempre lungo la SS 80, conduce a Montorio al Vomano, paese ricchissimo di testimonianze artistiche, e a Fano Adriano. Da Fano, in pochi chilometri si raggiunge Pietracamela, con la località sciistica di Prati di Tivo, oppure si torna a Montorio al Vomano e di qui, percorrendo una strada un po’ tortuosa ma non troppo lunga, si arriva a Tossicia, e in breve tempo a Colledara, da dove non è difficile far ritorno a Teramo. Antico Castrum Novum la città di Giulianova divenne colonia romana nel 290 A.C. in concomitanza con Hatria (oggi Atri). Nel centro storico, provenendo dal lido, ci si trova subito a Piazza Vittorio Emanuele, con uno splendido Belvedere sul mare e un monumento in bronzo di Vittorio Emanuele II realizzato da Pagliaccetti. Poco distante, su Corso Garibaldi, sorge il rinascimentale Duomo di San Flaviano, in pianta ottagonale e in cotto, con una cupola a calotta semisferica. All’interno spiccano il Battistero, con gli Angeli volanti nella conca e il Battesimo di Gesù. Oggi città famosa per l’artigianato del mobile Mosciano Sant’Angelo fu fondata dai benedettini nell’897 e divenne feudo dei Duchi d’Acquaviva nel 1397. Da vedere la Torre merlata gotica del ‘300, che si trova accanto alla facciata della chiesa parrocchiale, a pianta quadrata e con stemma degli Acquaviva. Verso la Valle del Tordino c’è poi il Convento dei Santissimi Sette Fratelli, con testimonianze di età pagana e resti dell’impianto romanico. Interessante anche la Chiesa del Rosario, eretta nella seconda metà del XIX secolo. Da vedere anche l’Osservatorío di Colle Leone, della Società di Scienze Astronomiche Italiane (per una visita gratuita tel. 0861/8061499). A Montone, oltre alla splendida veduta sul mare, ci sono resti di un Castello e, nella Chiesa di Sant’Antonio, un sarcofago gotico di Bucciarello di Giacomo di Bartolomeo (1390).
Bellante merita una visita per diverse ragioni. La Parrocchiale di Santa Maria conserva stucchi barocchi e prestigiose tele, statue lignee e una croce in argento. Dal Belvedere c’è una splendida vista della Montagna dei Fiori e del mare. Nella frazione di Ripattonì si erge un Castello trecentesco e l’antica Chiesetta di S. Maria de Erulis, con preziosi affreschi.
A Valle San Giovanni è possibile visitare i ruderi della caratteristica Chiesa romanica di San Giovanni in Pergulis. Immerso nello splendido scenario del Gran Sasso e dei Monti della Laga, il paesino di Crognaleto è circondato da numerose frazioni che, un tempo, erano vere e proprie cittadine dedite all’agricoltura e alla pastorizia. E’ per questo che i dintorni di Crognaleto sono ancora oggi ricchi di testimonianze e di monumenti che ben meritano una visita. Caratteristica anche Torricella Sicura con la Chiesa parrocchiale barocca e, nella frazione di Villa Popolo, la Chiesa di San Bartolomeo, con un soffitto di legno dipinto. Da vedere anche la Chiesa di San Pietro ad Azzano nella frazione di Joannella e, a Magliano, i resti di mura ciclopiche.
A Montorio al Vomano esige una visita la Collegiata di San Rocco, con grandi altari barocchi in legno e preziosi arredi. Da vedere anche la Chiesa di San Filippo, la Chiesa degli Zoccolanti, la Chiesa dei Cappuccini con il chiostro, e i baluardi del Forte spagnolo. Può essere piacevole e interessante una passeggiata lungo le strade del centro storico ricche di antichi edifici, fra cui Casa Catini, con un bel portale del Quattrocento. Sul fiume Vomano ci sono, poi, i resti di un rarissimo Tempio dedicato a Ercole. Nei dintorni si possono ammirare cospicui monumenti, a Villa Brozzi (Chiesa di Santa Maria), Leognano (Casa natale di Melchíorre Delfico), Cusciano e Collevecchio (Abbazia di San Sebastiano). Da Montorio, punto di attrazione per tutta la vallata del Mavone-Vomano, si può anche risalire la strada provinciale 42 per Campitello di Schiaviano, con una bellissima veduta del mare e del Gran Sasso e un’azienda faunistica venatoria di 1.000 ettari con maneggio e agriturismo.
Giunti in montagna la prima località che si incontra è Fano Adriano con la bella Chiesa di San Pietro, le antiche case, la Fonte della Cannalecchia e la Chiesa dell’Annunziata a Colle San Marcello, che sovrasta il paese offrendo una splendida vista del Gran Sasso. Nei dintorni, a Prato Selva, ci sono impianti sciistici e una seggiovia. Tutta la zona circostante merita sicuramente una visita per la bellezza della natura, ancora intatta. Pietracamela con la località sciistica di Prati di Tivo, rappresenta una delle più famose stazioni invernali del Gran Sasso d’Italia, alle pendici del Corno Piccolo (circa 2.000 mt di altitudine). Nel centro storico ci sono interessanti monumenti e opere d’arte. A Tossicia vale la pena di visitare la Chiesa di Santa Sinforosa, con un bel portale e varie opere d’arte, la Chiesetta di Sant’Antonio, con un portale gotico del 1471, di Andrea Lombardo, la Parrocchiale dell’Assunta con due portali quattrocenteschi, il Palazzo marchesale, i resti del Castello e di Case medievali, con bifore e stemmi. La zona di Tossicia è ricca di botteghe artigiane, soprattutto a Chiarino, dove lavorano ancora diversi ramai. Al termine dell’itinerario, a Colledara da visitare la Chiesa di San Paolo, il Nucleo medievale e la Chiesa monumentale. E’ sicuramente da vedere la frazione di Castiglione della Valle, che un tempo rappresentava il vero nucleo cittadino, prima che esso si estendesse e prendesse il nome di Colledara. A Castiglione sopravvivono i resti del Castello baronale e una Chiesa del sec. XI con due particolari portali che presentano architravi monolitici con archi a sesto rotondo. Pare che l’antico borgo abbia dato rifugio a Lucrezia Borgia e Lorenzo D’Aragona, sfuggiti alle ire del duca Valentino.
La Valle del Vibrata partendo da Martinsicuro
La Valle del Vibrata:
un itinerario che partendo dal mare si spinge fino al confine con le Marche, tra vigneti, frutteti e industrie.
Valle del Vibrata, natura e shopping
Dalle stazioni balneari più settentrionali della provincia di Teramo si può risalire la valle del fiume Vibrata fino a Civitella del Tronto. La zona si estende fino al confine con le Marche e conserva molte caratteristiche di questa regione. I comuni che si attraversano sono tra i più industrializzati della provincia.
- Partendo da Martinsicuro, località balneare che, nel centro storico, custodisce una torre di guardia con le insegne di Carlo V, attraverso una pittoresca strada, costellata di vigneti e frutteti, si giunge, in soli sei chilometri, a Colonnella, ricca di monumenti e di splendide vedute sui fiumi Tronto e Vibrata, sui Monti della Laga, sul Gran Sasso e sul mare. Da qui, percorrendo la provinciale, in breve tempo si giunge a Controguerra, nella cui parte alta si impone il torrione del Palazzo ducale. Si prosegue poi, fino ad Ancarano e a Sant’Egidio alla Vibrata, il comune della valle più popoloso e ricco di industrie. Di qui, scendendo lungo la provinciale fino a Valle Lempa e proseguendo lungo la SS 81, passando per il borgo di Faraone, ci si ritrova a Civitella del Tronto, famosa fortezza che troneggia sul mare e sui monti. Di qui riprendendo la SS 81 Teramo-Ascoli Piceno e deviando a Ripe è possibile risalire (attraversando una strada che si snoda dentro una pineta, con splendidi panorami sulle valli e sull’Adriatico) tutto il fianco della Montagna dei Fiori, con le sue grotte e le sorgenti del fiume Vibrata, e raggiungere la località sciistica e di soggiorno estivo di San Giacomo di Valle Castellana, sotto la cima del Monte Piselli. Di qui si può percorrere tutta la valle fino alla frazione di Santa Maria o riscendere verso Ascoli Piceno o il mare.
- Da Civitella del Tronto, invece, per tornare sulla costa è possibile percorrere la provinciale che costeggia il fiume Salinello fino a Tortoreto, o scegliere un itinerario alternativo. Percorrendo, infatti, la provinciale, non è difficile raggiungere Sant’Omero, città fondata da Carlo Magno e, verso l’interno, Torano Nuovo, famosa per i suoi vini e le sue cantine, le più frequentate della provincia e dell’intera regione. Vicinissimo a Torano c’è Nereto, centro industriale e commerciale. Da Nereto, imboccando la SS 259, dopo poco si incontra il bivio per Corropoli, centro ricco di monumenti che sicuramente merita una visita. A questo punto l’itinerario è più che completo. Si può tornare sulla costa percorrendo la provinciale che attraversa il Vibrata e raggiunge Tortoreto, oppure imboccando la SS 259 fino ad Alba Adriatica. Colonnella è posta su un cocuzzolo che permette la vista di mare e montagna. Particolare la Scalinata di accesso al centro storico, elemento caratterizzante del paese. Il Palazzo municipale presenta, all’esterno, un’immagine in bronzo di Giordano Bruno. A Piazza del Popolo si trova la Parrocchiale dei Santi Cipriano e Giustino, costruita su una chiesa del ‘500 tra la fine del sec. XVIII e l’inizio del sec. XIX. All’interno si possono ammirare la cinquecentesca statua della Madonna del Suffragio, in legno dorato, e un organo costruito nel 1833 da Gennari da Napoli. E’ del secolo XVI la Torre dell’orologio appartenente alla scomparsa chiesa di San Leopoldo e situata in piazza Mazzini. A Controguerra nella parte alta, sopravvive un Torrione costruito nel 1370. Nella Chiesa di San Francesco ci sono interessanti opere d’arte. Splendido nella Chiesa di S. Maria delle Grazie l’altorilievo policromo della Madonna in terracotta del sec. XV. Da visitare, in una stradina parallela a quella della chiesa di S. Maria delle Grazie, la Cappellina della Icona, con un affresco del ‘600. Bella anche la Chiesa di San Benedetto sulle cui pareti sono rappresentate, in ceramica, scene della vita del Santo. Ci sono poi due pale d’altare del Settecento. Situato nella frazione di San Giuseppe Lavoratore, merita una visita il Museo della civiltà contadina. Un originale tempio ottagono, di origine tardo-rinascimentale, la Chiesa della Madonna Tonna, si trova ad Ancarano dove si possono ammirare ancora le mura e le porte dell’antico borgo fortificato. La Fonte di Monsignore, un’antica sorgente di epoca romana, può rappresentare una refrigerante sosta lungo questo accattivante itinerario. Centro della Valle è Sant’Egidio alla Vibrata nota nel mondo per le sue industrie nel campo della pelletteria, dell’abbigliamento e della maglieria e punto di riferimento per tanti grossi nomi nel campo della moda. La cittadina vibratiana conserva un’antica Chiesa romanica con un portale del ‘500 e gli avanzi di un insediamento longobardo. Caratteristico il centro storico. Da visitare anche la Nuova chiesa che custodisce antiche opere d’arte. Procedendo alla volta di Civitella si incontra Faraone vecchio, sede di un Castello fortificato risalente al 1200 circa. Valle Castellana presenta interessanti chiesette romaniche. Da vedere il Castello Bonifaci, che si trova nella località di Vallinguina. L’intera zona circostante Valle Castellana merita di essere visitata per il suggestivo paesaggio dei Monti della Laga, ricchi di caratteristici borghi, fiumi, laghi, piante secolari e per le sue località sciistiche. Interessante anche Sant’Omero col suo Torrione medievale e i resti di un Castello marchesale. Splendida la chiesa preromanica di Santa Maria a Vico, sorta sui resti di un tempio dedicato ad Ercole. A Torano capitale dei vini vibratiani, si producono il rosso montepulciano, il bianco trebbiano, il rosato cerasuolo e spumanti secchi. Nei giorni di ferragosto il vino e i salumi tipici diventano protagonisti di una tradizionale sagra. Da vedere la Chiesa romanica di San Massimo, San Martino alle Torri, a Poggio Varano, e la Parrocchiale Madonna delle Grazie del sec XVII, che conserva all’interno una particolare statua della Madonna col bambino, con una croce astile del ‘300. Anche a Nereto si trova una Chiesa dedicata a San Martino, costruita nel sec. XII, con colonne monolitiche tardo romane. Sulla facciata spicca un bassorilievo raffigurante San Martino e assunto a stemma della cittadina vibratiana. Bella anche la Fontana vecchia, del 1881, recentemente ristrutturata. Quanto mai caratteristica Corropoli con l’Acropoli che conserva la grande Badia di Santa Maria ad Majulanum, costruita sui resti di un tempio pagano dedicato alla Dea Flora. Meritano una visita anche la Parrocchiale di Sant’Agnese e la Fontana ottocentesca di piazza Piedicorte. Nei pressi di Corropoli si trova il villaggio preistorico di Ripoli, costituito da capanne incavate nel terreno e risalente a 5000 anni fa. Tortoreto oltre al lido, presenta un interessante centro storico, in collina, con un borgo medievale fortificato, la Chiesa di Sant’Agostino risalente al 600 e la Chiesa di Santa Maria della Misericordia, con splendidi affreschi del sec.
Sant’ Omero
Sant’ Omero è uno dei centri più antichi della Val Vibrata, fondato forse da Pipino, figlio di Carlo Magno. Reperti di epoca arcaica rinvenuti sul territorio, confermano, tuttavia insediamenti molto remoti e, nel 1823 in zona Vallorino, fu rinvenuto un importante miliaro del console Lucio Celio Metello. Leggi il resto di questo articolo »
Le colline d’Abruzzo
Una strada sinuosa, un gruppo di case, i calanchi: difficile immaginare un paesaggio più tipico della collina abruzzese ma la montagna è vicina come ricorda il monte Camicia che si alza le spalle dei campi di Penne. Leggi il resto di questo articolo »