Vacanza in Abruzzo
100 modi di fare vacanza in Abruzzo
Tante le località scelte ogni anno, sia in inverno che in estate da appassionati sciatori e amanti della montagna che tra escursioni, arrampicate, come ad Arsita che ha una palestra free climbers ed anche a Pietracamela, o semplici passeggiate tra i numerosi sentieri di Villetta Barrea, possono godere di una natura ricca, come a Bussi sul Tirino dove è protetta e salvaguardata. Roccaraso, Passo Lanciano, Campo Imperatore, Prati di Tivo, Pretoro considerato il presepe d’Italia, Lucoli, Rocca di Cambio sono le località, dove non è difficile imbattersi in animali rari come l’orso marsicano o il camoscio d’Abruzzo oppure la bellissima Aquila Reale, che vola indisturbata sopra i cieli della riserva dei Monti della Laga. Cosa dire dei favolosi 133 km di costa sabbiosa alternata rocciosa, che da Martinsicuro a San Salvo sono mete frequentatissime nei caldi mesi estivi. Ma l’Abruzzo è tanto altro ancora: dolci paesaggi collinari come Tollo che è famoso in tutto il mondo per la produzione di ottimi vini, paesini arroccati come Fallo in provincia di Chieti o Castelvecchio Calvisio, antichi borghi come Collelongo ed anche Cortino che come scrigni serbano millenni di storia, addirittura Guardiagrele è considerato tra i borghi più belli d’Italia con un patrimonio storico architettonico archeologico notevolissimo come ad esempio le Pinciare di Castilenti. Tra castelli come quello di Roccacalascio a Carapelle Calvisio o le fortezze, come quella militare di Civitella del Tronto, chiese e basiliche come ad Abbateggio, con 20 monasteri, siti archeologici e musei, eremi che troviamo a Roccamorice e abbazie, le possibilità per il visitatore sono innumerevoli, ad esempio partendo da Cansano in provincia dell’Aquila si può visitare Sulmona, Pescocostanzo e tanti altri piccoli centri bellissimi. Di seguito alcuni consigli di ciò che si può ammirare in questa terra, decantata da Ovidio, celebrata da D’Annunzio, amata da Croce e fonte d’ispirazione per letterati, pittori e scultori che a Treglio “il paese affrescato” hanno dipinto le pareti esterne delle abitazioni. Terra d’Abruzzo, forte e gentile, custode gelosa e tenace di radicate tradizioni, ma anche fortemente proiettata verso scenari economici basati sul turismo nazionale ed internazionale, senza tralasciare le sue storiche risorse, dall’agricoltura un esempio è Crecchio considerato un antico granaio, opppure come la produzione dell’olio ad Arielli o i famosi arrosticini di Civitella Casanova, e come dimenticare Tornareccio in provincia di Chieti che con gli oltre 7000 alveari produce miele di altissima qualità, passando per all’artigianato fino ad arrivare alla pesca.

Oggi siamo attratti soprattutto dal paesaggio naturale selvatico che quello dei parchi delle riserve naturali. Dobbiamo scoprire capire invece anche paesaggio dei contadini, dei pastori, della ruralità. Dobbiamo creare un nuovo genere di parchi per i pascoli. Chiameremo queste aree protette: parchi della civiltà pastorale. Un atto di riparazione alla disattenzione della politica della cultura. La prima tratta dal mito dello sviluppo misurato soltanto con i parametri del prodotto interno lordo e castigati dalle regole di mercato comunitario. La seconda sedotta dalla selvaticità, misurata dall’indice delle aree protette e biodiversità, talvolta dal narcisismo ecologico.
Il parco della civiltà pastorale deve essere protetto, ma anche gestito. È una via nuova, una sfida per curare tanti mali della società postindustriale. Per recuperare energia fisica, c’erano le colonie marine montane, ora sono necessari colonie agro silvi pastorali, non per faticare produrre, ma per un bagno nella semplicità originaria, scolpita nel paesaggio, ma anche nei nostri cromosomi. La paura per la scomparsa della natura c’è ed è giusta la causa ecologica. E però ingenerosa nostra disattenzione per la vita della storia rurale. C’è quasi la voglia di dimenticare il tempo povero umido che invece tempo nobile. Ecco perché in queste mie pagine non parlerò di celebranti ecosistemi di biotipo di habitat di eco tipi tipi parlerò del paesaggio umanizzato capace di farci ricordare, di farci commuovere, di farci sognare. Esaltare il paesaggio è un modo corretto per presentare l’inventario culturale delle risorse della regione Abruzzo. In questo sito Internet ci sono già belle pagine sulle riserve naturali sui parchi nazionali.
In Abruzzo i castelli, le rocche e le residenze nobiliari che a partire dal secolo XI, hanno interessato il sistema difensivo dell’Abruzzo “Citerione”. Vi presentiamo una guida che in maniera semplice vi porti a conoscere e visitare i manufatti che il tempo ci ha trasmesso, segni di una civiltà antica ed operosa ricca di storia e tradizione. La bellezza del contesto ambientale in cui troviamo i castelli in Abruzzo è unica, in quanto possiamo trovare castelli di Costa, Castelli di Collina e Castelli di Montagna. Per saperne di più e conoscere in dettaglio come sono dislocati i castelli della provincia di Chieti abbiamo realizzata una sezione specifica.
Cuore della penisola Italiana cuore verde d’Europa, l’Abruzzo, è una regione prevalentemente montuosa, unica per le sue caratteristiche geografiche: si affaccia sul mare Adriatico e allo stesso tempo, a soli 60 km dalla fascia costiera, si può godere delle cime più suggestive degli Appennini, del Gran Sasso d’Italia e della Majella.
Massiccia la presenza dei parchi, aree verdi riserve protette, regionali e nazionale, dal parco nazionale d’Abruzzo Lazio Molise, a quello della Majella, ai Monti della Laga con le sue cascate e laghi.