
Francavilla al Mare il territorio
Dove si trova Francavilla al Mare
Francavilla al Mare si trova tra le foci dei fiumi Alento e Foro, immediatamente a sud di Pescara. Si raggiunge facilmente con le autostrade A14 (uscita Pescara sud ) e da Roma con la A25 (uscita Pescara Ovest/Chieti), oppure tramite ferrovia (linee regionali) e in aereo (aeroporto d’Abruzzo e quindi bus o taxi da Pescara). Francavilla al Mare è un comune di cicra 24.000 abitanti della provincia di Chieti. La città si affaccia per intero sul mare Adriatico ed è situata a sud di Pescara. La forte espansione delle due città ha fatto sì che divenissero sempre meno evidenti i confini tra i due centri.

Il territorio di Francavilla al Mare
Il litorale continua quello pescarese, con la splendida spiaggia bassa e sabbiosa, un tempo attraversata dalle greggi durante la Transumanza, e oggi ricca di strutture balneari, attrezzature sportive, locali turistici ed alberghi. Su un colle proteso verso il mare sorge il paese alto, immerso nella macchia mediterranea. Negli ultimi decenni dell'800 lungo la spiaggia si sviluppò il quartiere della Marina con al centro il palazzo della Sirena: il lungo viale alberato, le ricche ville disposte a scacchiera sul mare e gli eleganti alberghi trasformarono Francavilla in una rinomata stazione balneare, facendole conquistare il titolo di "perla dell'Adriatico". La notorietà della cittadina fu accresciuta nello stesso periodo dal cenacolo di artisti che si raccoglieva nel Convento di Santa Maria del Gesù intorno al pittore Francesco Paolo Michetti, al poeta Gabriele D'Annunzio ed al musicista Francesco Paolo Tosti. Rasa al suolo completamente durante l'ultimo conflitto bellico risorse a nuova vita nella prima metà degli anni '50. Meta ambita dei vacanzieri del centro-sud Italia, Francavilla al mare, oggi ospita un sempre più numeroso afflusso di turisti stranieri. Il ferragosto francavillese è caratterizzato dai festeggiamenti in onore del santo patrono della città, che si chiudono con spettacolari fuochi pirotecnici a mare la sera del 18 agosto. Tra le manifestazioni di rilievo c'è il "Carnevale d'Abruzzo" che, seppur superato il cinquantenario e perso lo smalto di un tempo, richiama a sé una numerosa folla festante. Non da meno sono i vari premi e concorsi nazionali quali il "Premio Michetti" per artisti emergenti, il "Premio Web Italia" assegnato da una competente giuria ai migliori realizzatori di siti internet, il Concorso Internazionale di Arte Floreale legato alla Mostra del Fiore che si svolge a fine aprile di ogni anno ed infine il "Premio Antonio Russo", nato in memoria dello scomparso giornalista italiano, che vede premiati i cronisti distintisi per i reportage in zone di guerra.
Francavilla ha un lungo passato storico ed artistico d’indiscutibile valore:
il ritrovamento di reperti archeologici appartenenti al periodo PREISTORICO, ITALICO,ROMANO e MEDIOEVALE nelle contrade S.ta Cecilia, Piattelli, Foro e Villanesi testimonia che il territorio di Francavilla ospitò, sin dai tempi più antichi, importanti insediamenti abitativi che ebbero nei secoli
una loro documentabile continuità. Il primo vero centro abitativo risale al periodo longobardo e fu creato su una prominenza della collina da una comunità di pescatori e contadini Liberi da vincoli feudali (da qui il nome di Francavilla per indicare la condizione
Dei suoi cittadini che erano affrancati dalla condizione feudale), secondo un tracciato urbanistico "a spina di pesce", tipico del Medioevo, che si sviluppava dal punto più alto del paese, la "Civitella", quasi fino al mare,
lungo l’odierno corso Roma; anticamente il borgo era circondato da mura perimetrali con tre porte d’accesso (Porta Ripa e Porta San Franco, che davano verso la campagna e Porta della Marina, verso il mare) ed era inoltre provvisto di circa dodici torri difensive.

Da vedere a Francavilla al Mare
Nel borgo alto di antichissime origini si trova il quattrocentesco Convento Michetti, sede alla fine del ‘800 del Cenacolo che accolse i maggiori esponenti della cultura del tempo e dove d’Annunzio compose l’opera il Piacere. Nel Palazzo San Domenico è ospitato il MuMi (Museo Michetti) che conserva le due grandi tele del Maestro, Le Serpi e Gli Storpi, ispirate ai riti abruzzesi. Nei pressi del Belvedere degli Eroi sorge la nuova chiesa di Santa Maria Maggiore, ricostruita su progetto di Ludovico Quaroni, dove si conserva il tesoro di San Franco, con all’interno numerose opere di Andrea e Pietro Cascella e l’ostensorio di Nicola da Guardiagrele, monumentale gioiello di arte orafa. La Torre Ciarrapico (del secolo diciassettesimo), loggiato dal quale si gode un vasto panorama sul mare e sulle colline, è sede di eventi culturali e gastronomici. Nel 1281, in un mandato regio per il Giustiziere d’Abruzzo, è documentato come attivo il porto di Francavilla con annesso fondaco per il sale,
certamente indicativo della sua condizione economica e demografica; altretttanto significativo delle floride condizioni del borgo è l’istituzione della fiera dell’Assunzione, concessa alla Terra di Francavilla nel 1307,
nonché l’autorizzazione ai mercanti di Chieti di commerciarvi il vino, rilasciata nello stesso anno da Roberto d’Angiò, duca di Calabria.
Verso la metà del secolo XIV però, il borgo subì i disastri della peste nera e le devastazioni delle soldatesche capitanate da Frate Monreale di Provenza, prima, e del Conte di Lando, poi; ed è legittimo supporre che fu per questo che, nel 1442, l’università di Francavilla volle stringere con Chieti una confederazione ed accettare fra le proprie mura una colonia di Albanesi, la quale elesse
a sepoltura dei suoi componenti la chiesa di S. Maria della Croce. Nel 1501, Francavilla divenne feudo di Costanza D’Avalos D’Aquino con il titolo di ducato e poi di principato; da questa, per donazione, passò ad Alfonso D’Avalos D’Aquino, principe di Montesarchi.
Nella seconda metà del secolo XVI, Francavilla subì l’assalto dell’armata turca comandata da Pialì Bassà, e fu quasi totalmente distrutta;
il ricordo di tanta miseria rimarrà vivo negli scampati per lungo tempo.
Nel 1602, la terra di Francavilla venne in possesso della famiglia Caracciolo, marchesi di Volturara, che l’aveva acquistata per 25.00 ducati da Isabella D’Avalos, oppressa dai debiti; nel 1608 vi ebbero sigloria i Di Palma ma, più tardi, nel 1648, Francavilla tornò tra i possedimenti dei D’Avalos, marchesi di Pescara e del Vasto, che la tennero fino all’abolizione
della feudalità.
Negli ultimi decenni dell’800 lungo la spiaggia si sviluppo’ Il quartiere della Marina,
con al centro il Palazzo della Sirena: il lungo viale alberato, le ricche ville
disposte a scacchiera sul mare e gli eleganti alberghi trasformarono francavilla in una rinomata stazione balneare, facendole conquistare il titolo di perla dell’Adriatico.
La notorietà della cittadina fu accresciuta nello stesso periodo dal cenacolo di artisti
che si raccoglieva nel convento di Santa Maria del Gesù intorno al pittore Francesco Paolo Michetti.
Nell’inverno 1943-44, durante la seconda guerra mondiale, la cittadina restò per lunghi mesi sulla linea del fronte di battaglia fu rasa al suolo dalle mine delle truppe tedesche di occupazione; la distruzione coinvolse integralmente sia il paese alto sia la spiaggia. Nell’immediato dopoguerra Francavilla è stata ricostruita in forme moderne e si è notevolmente estesa lungo il litorale, specie verso Nord, fino a fondersi con l’abitato di Pescara, divenendo, così, parte integrale dell’area metropolitana Chieti-Pescara.

Di giorno e di notte a Francavilla al Mare
Assurta a meta di villeggiatura estiva della borghesia romana e dei nobili locali fin dalla seconda metà dell‘800, la città è tuttora tra le più rinomate località della costa adriatica e offre numerose opportunità di vacanza. Sulla riviera, sport acquatici, giochi e tornei in spiaggia, e a pochi chilometri il Miglianico golf mette a disposizione percorsi per principianti e professionisti e organizza eventi come la Wine Tour Cup e la Tourist Cup. E in poco più di mezz’ora si raggiungono le montagne, dove praticare trekking, free climbing e altre attività outdoor. Tra gli eventi: la notte di San Giovanni (23/24 giugno) happening notturno culturale-gastronomico sulla spiaggia, con il rito del Ramajetto (offerte di rametti di fiori come segno di amicizia) che gli omaggiati potranno contraccambiare la “notte slow” di San Pietro (29 giugno); le feste di agosto, concluse da sfavillanti fuochi sul mare; il Premio Internazionale di Pittura “Michetti”. E per le serate, oltre ai tanti localini ed eventi del litorale francavillese, sono a portata di mano la movida a Pescara e lo Stellario, nel sito archeologico della Civitella a Chieti.
Nei dintorni di Francavilla al Mare
Risalendo la valle del fiume Alento si giunge a Bucchianico, patria di San Camillo De Lellis (la cui festa è il 14 e 15 luglio). Attraverso la valle del Foro in breve tempo si può arrivare a Miglianico per scoprire alcuni dei luoghi di ispirazione di due dei maggiori artisti abruzzesi, Michetti e d’Annunzio, nella locale cattedrale e nella festa di San Pantaleone (27 e 28 luglio). E spingendosi oltre, verso Pretoro e Passolanciano, si può arrivare in breve tempo sulla panoramicissima cima del Blockhaus, a 2142 metri.
Le torri
La seconda guerra mondiale ed i bombardamenti hanno trasformato l’antica conformazione urbanistica del Paese Alto ed oggi non rimangono che poche mura e sei torri medioevali: nella zona della Civitella, la Torre d’Argento conservata integralmente,
la Torre Di Giovanni, ridotta a poco più di un rudere e la Torre Masci, Los Angeles, il Torrione del 1570 sito in via Michetti,
di forma cilindrica, e le due torri superstiti, Torre De Monte, inclusa nel fabbricato già delle Suore Adoratrici del Sangue di Cristo e la Torre Rapinesi, parte integrante del villino di proprietà Spezioli, sito in corso Italia.
Proprio dietro la Torre Masci fu innalzata, nel 1660, un’altra torre, questa adibita ad abitazione civile, della Torre Ciarrapico.
LE CHIESE di Francavilla
Oltre alle torri ed alle mura, dell’antica Francavilla
rimangono anche diversi edifici sacri.
Fra le chiese più antiche del paese ancora in parte visibili,
non possiamo trascurare quella di "San Giovanni Battista"
o anche “San Francesco”, datata intorno al XII secolo ed edificata secondo
la fusione di due diversi stili architettonici, romanico e borgognone;
essa sorge alle spalle della Torre Ciarrapico”, proprio sul punto più alto
della "Civitella" ed attualmente dell’antica costruzione possiamo ammirare
il piccolo locale corrispondente all’originale sagrestia,
due monofore ad archi acuti tripartiti e due capitelli di antico stile borgognone.
Accanto alla chiesa è tuttora presente un grosso muro di pietra che testimonia
La presenza del Convento Francescano, ivi fondato nel 1330.
Di antica datazione era sicuramente anche la chiesa di Santa Maria Maggiore,
distrutta dalle mine tedesche dell’ultimo conflitto mondiale, come molti altri
edifici del luogo; certamente antecedente al 1307, fu costruita in uno stile
non puramente romanico ed era formata da una sola navata con abside
e transetto, mentre all’esterno era presente il campanile, di chiara
forma orientale, che custodiva una campana fusa a Venezia nel 1664.
Nel 1938 la chiesa, dopo essere stata restaurata, fu arricchita
Da una triplice decorazione pittorica eseguita da una nota pittrice ginevrina,
Stefania Guerzoni, sulla parete semicilindrica dell’abside.
Al posto dell’antica Santa Maria Maggiore, fu eretta
nell’immediato dopoguerra la nuova chiesa, conosciuta, per lo più,
col n ome di San Franco, poiché al suo interno custodisce le ossa
del santo eremita Franco. La chiesa, opera dell’architetto Ludovico Quaroni,è costruita su un ampio basamento in pietra sul quale si eleva,
altissima, l’unica navata a forma di ottagono irregolare,
con una schiacciata cupola a volta; tutto l’interno risulta
caratterizzzato da un gioco di luci, ora abbaglianti
al centro della navata, ora soffuse lungo lo strettissimo deambulatorio.
Le uniche ornamentazioni fino ad oggi eseguite,
sono quelle di Cascella: all’esterno la fontana ottagonale
e la decorazione della facciata mentre, all’interno,
il fregio di terracotta del deambulatorio, le grate delle finestre,
il pulpito, il cero pasquale ed i seggi presbiteriali in pietra;
la chiesa di San Franco custodisce inoltre
un ostensorio del 1413 di forma gotica,
opera dell’orafo Nicola da Guardiagrele, ed altri oggetti di argenteria sacra.
Anche al di fuori dell’antico centro abitato francavillese
Sorsero, nel passato, diversi edifici sacri,
oggi per lo più abbandonati a se stessi; tra i più interessanti
ed antichi vi sono le chiese di Santa Maria della Croce (XV sec.),
sita in via R.Paolucci, di scarso valore artistico,
ed oggi in pericolo di crollo; della Madonna delle Piane (XVII sec.), adiacente il cimitero, dove si conserva un altare barocco
in legno del XVII sec. e la chiesa di San Bernardino,
collocata nell’omonima contrada, sicuramente tra le più
pregiate perché presenta, a differenza delle altre,
un ricercato ed armonioso interno di forme classiche
a pianta ellittica.
Fonte: Regione Abruzzo
Per informazioni turistiche Francavilla al Mare
Piazzale Sirena 66023 Francavilla al Mare CH
Tel +39 085 817169 Fax: +39 085 816649
E-mail: presidio.chieti@abruzzoturismo.it
Per ulteriori informazioni WWW: Comune di Francavilla al Mare
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