Le colline d’Abruzzo
Una strada sinuosa, un gruppo di case, i calanchi: difficile immaginare un paesaggio più tipico della collina abruzzese ma la montagna è vicina come ricorda il monte Camicia che si alza le spalle dei campi di Penne.
Schiere ininterrotte di colli come nella zona di Sant Omero, punteggiati da casali da borghi. Un paesaggio dolcissimo, analogo ai più celebri della Toscana e dell’Umbria, che si apre all’improvviso in forre inaccessibili, in valli sbarrate da calanchi ed erosione.
Sullo sfondo, quasi ovunque, la linea rassicurante del mare e il profilo dentellato ed emozionante dei monti. Nota per i suoi vini, i suoi campi, le straordinarie architetture dei suoi centri storici, chi non conosce Civitella del tronto, campli, atri, Lanciano, guardiagrele, penne la collina nella porzione d’Abruzzo che offre più sorprese. Accanto all’arte, ai sapori, alla storia, anche qui ha un ruolo rilevante la natura. Una rete di riserve di ora si tutela laghi, fiumi, boschi, piccoli mammiferi uccelli. In vista del gran sasso e a portata di mano del mare, penne e il più simbolico dei tanti centri storici della collina abruzzese. La montagna, patria delle solide costruzioni di pietra, e a portata di mano: ma le chiese, i palazzi le strade di penne sono gli l’apoteosi del cotto, quindi dalla stessa collina. A pochi kilometri dal centro, il vasto lago artificiale formato dalle acque del tavolo il più meridionale tre molti fiumi del gran sasso è diventato nei primi anni 80 a teatro di un grande esperimento di tutela. Dal 1987, fertile collaborazione tra WWF e regione Abruzzo ha portato il mantenimento in cattività della lontra e di molte specie d’anatra, allo sviluppo delle visite guidate delle iniziative culturali, alla nascita di un centro di recupero per rapaci feriti.