Roccamorice tra eremi e arrampicate

Roccamorice, suggestivo borgo medievale pedemontano che sorge all’interno del Parco nazionale la Majella, è nato in epoca medioevale e nel quattrocento divenne feudo dei Valignani, alla cui famiglia appartiene fino al 18º secolo. Ma la zona fu abitata sin dal paleolitico, come attestano le numerose testimonianze rinvenute nella valle giumentina. L’intero territorio, salendo sulla montagna fino alla fonte tettone, è disseminato di caratteristiche capanne di pietra a secco, molto simili al Tholos, usate per il ricovero di greggi e pastori.

Infatti storicamente Roccamorice ha sempre avuto un’economia agricola pastorale. Situato in collina, su uno sperone roccioso tra i fiumi di lavino e lannella, il paese è ricordato perché nelle sue vicinanze sorgono gli eremiti suggestivi dell’intero Abruzzo, le erano di Santo spirito a majella, di cui si ha notizia già nel nono secolo, più volte restaurato nei secoli successivi e l’eremo di San Bartolomeo. Nell’eremo di Santo spirito in particolare, si rifugiò nel nono secolo, Celestino quinto e soggiornarono cola di rienzo e Torquato tasso.

Quest’fuggito dal convento di San Francesco in Ferrara, cercò la serenità nel contatto con la selvaggia natura del luogo. Lungo la via che conduce all’eremo, le spettacolari rocce calcaree formano uno dei maggiori è meglio attrezzati siti europei per la pratica dell’arrampicata sportiva, scalate in tutte le stagioni dal variopinto popolo dei freeclimbers. Splendidi scorci paesaggistici che si godono al centro storico, dove visitare, fra strette calli e vicoli serpeggianti, ci sono, come riferisce il sindaco Antonio Carmine del pizzo, la chiesa del barone e la torre medievale. Roccamorice merita anche una sosta gastronomica per l’eccellente cucina della bontà dei prodotti locali.

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