Lido di Casalbordino elenco hotel Lido di Casalbordino

Lido di Casalbordino il territorio

Dove si trova Casalbordino
Sulla costiera adriatica, provincia di Chieti, a 120 chilometri a sud del confine con le Marche, 25 chilometri a nord del confine col Molise. Casalbordino (203 m. slm.) è un antichissimo borgo fortificato di circa 6.500 abitanti situato tra i fiumi Osento e Sinello. Il centro storico è caratterizzato dalla presenza di numerosi palazzi nobiliari di stile neoclassico e barocco. Si conserva ancora in buono stato l'ultima delle sei torri dell'antica cinta muraria. I monumenti più importanti di Casalbordino sono i resti del monastero di Santo Stefano in Rivomare e il Santuario della Madonna dei Miracoli, entrambi  fuori dal centro storico. Il Lido di Casalbordino, attrezzata e frequentata località balneare con ampia spiaggia sabbiosa, si trova lungo la suggestiva Costa dei Trabocchi e a brevissima distanza dalla spettacolare costa rocciosa della Riserva Naturale Marina di Punta d'Erce (o Punta Aderci), chiamata in zona "la piccola Normandia".
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Il territorio Casalbordino
Posta in un territorio ricco di vigneti e frutteti, a poca distanza dalla foce del Sinello e dell’Osento, la tranquilla stazione del Lido di Casalbordino con la sua spiaggia lunga circa 3 chilometri, alterna tratti di spiaggia sabbiosa a tratti di spiaggia pietrosa. Il centro storico di Casalbordino è a 7 chilometri dalla spiaggia. A pochi chilometri da Vasto, il paese è posizionato tra i fiumi Osento e Sinello. L'economia del comune è a carattere prevalentemente agricolo (in particolare frutta, viti ed olive) ma da alcuni decenni è cresciuto notevolmente il turismo soprattutto per merito del Lido di Casalbordino con la sua bella spiaggia e, proprio al Lido, è buona la ricettività alberghiera. A Casalbordino numerosi sono i borghi tra cui quello nei pressi del Santuario della Madonna dei Miracoli importante luogo di pellegrinaggio. Numerosi reperti testimoniano la presenza nella zona di un antico insediamento romano. Il nome Casalbordino è da far risalire presumibilmente a Roberto Bordinus che coman dava l'insediamento di Casalbordino la cui origine si fa risalire al IX secolo. La zona è ricca di importanti chiese e monumenti da visitare tra cui ricordiamo il Santuario dei Miracoli meta di pellegrinaggi e ricordato da Gabriele D'Annunzio nel suo "Trionfo della morte". Nella zona si trovano anche di antichi insediamenti romani e di una abbazia benedettina dell'IX secolo. Per chi cerca una vacanza all'insegna del contatto con la natura invece, sono numerosi i sentieri da percorrere in bici a piedi o a cavallo immersi nel verde, fra i numerosi vigneti o nella pineta (detta di Santo Stefano) adiacente le spiagge. Le acque pulite e relativamente profonde poi, sono spesso sede di numerose gare nazionali di surfcasting e pesca d'altura. Tra le feste ricordiamo oltre alle numerose sagre durante il periodo estivo.: 11 giugno festa della Madonna dei Miracoli ultima domenica di luglio festa di S.Antonio 15 agosto festeggiamenti di ferragosto 3 settembre festa di San Rocco. Come in gran parte dei centotrentatrè chilometri della costa abruzzese, l'accesso al litorale di Casalbordino Lido è reso particolarmente comodo dalla vicinanza della ferrovia (linea Bologna-Pescara-Bari), della A14 Adriatica e della omonima Statale 16 che corre ad un centinaio di metri dalla linea della spiaggia.
Superato il sottopasso della ferrovia, il lungomare casalese si presenta con i suoi due volti distinti. Percorrendo il tratto verso sud si accede alla zona con la maggior presenza di servizi e di abitazioni. La spiaggia, inizialmente sabbiosa, diventa di ciottoli man mano che ci si avvicina alla foce del Sinello. Utilizzando il vecchio ponte sul fiume è possibile raggiungere, percorrendo l'ex tracciato ferroviario, la costa rocciosa di Punta Aderci di Vasto.
punta aderici riserva naturale
Da vedere Casalbordino
Nota meta di pellegrinaggio, poco distante dall’abitato si trova la chiesa della Madonna dei Miracoli, noverata da D’Annunzio ne “ Il trionfo della Morte” nelle cui pagine propone una descrizione realistica del pellegrinaggio che, in termini meno enfatici, si svolge ancora oggi. I resti dell’antica abbazia benedettina di S. Stefano in Rinomare si trovano vicino la stazione ferroviaria, mentre i resti della basilica paleocristiana e del monastero medievale si trovano sulla collina. I resti della basilica paleocristiana, con annesso cimitero, e del monastero medievale si trovano su una collina, ai cui piedi sono venuti alla luce ruderi di un edificio di epoca romana ritenuto una "statio" (quasi una stazione di servizio dell'antichità), posta lungo una via romana ripercorsa in seguito parzialmente dal tratturo Aquila-Foggia. Databile tra la metà del V ed il VI secolo è il primo impianto della chiesa, importante testimonianza delle origini del Cristianesimo nella regione; l'edificio venne poi ristrutturato in epoca ancora altomedievale. dal X secolo è attestata la presenza di monaci benedettini; l'abbazia, unita nel 1257 a quella cistercense di Santa Maria d'Arabona, venne abitata dai monaci fino al 1380. saccheggiata e profanata nel secondo decennio del XV secolo, durante la guerra tra i partigiani della regina Giovanna II e i suoi nemici, venne di nuovo saccheggiata e poi incendiata, nel 1566, dall'armata turca. (Da cartellonistica della Regione Abruzzo - Servizio Sviluppo del Turismo). Eretto nel XVI secolo, è stato ricostruito nel XIX secolo e di nuovo negli anni '50-'60 del 1900. Sorge sul luogo dell'apparizione della Madonna l'11 giugno 1576 ad un anziano contadino di Pollutri, Alessandro Muzio, che aveva avuto il suo campicello di grano miracolosamente preservato da una violenta grandinata ilgiorno precedente. Il 10 e l'11 giugno di ogni anno sono ancora numerose le compagnie di pellegrini provenienti dal Chietino, dalla Puglia e dal Molise, ma non si assiste più a quelle manifestazioni di inquietitudine religiosa descritte da G. D'Annunzio nel Trionfo della Morte (1894). E' il più importante santuario mariano della regione. (Da cartellonistica della Regione Abruzzo - Servizio Sviluppo del Turismo La Riserva di Punta Aderci è stata istituita con L.R. n°9 del 20.02.1998.
Nasce dall'esigenza di conciliare l'aspetto naturalistico dell'area con quello turistico relativo alla fruibilità delle spiagge, delle scogliere e delle oasi dunali ivi presenti. Si è ritenuto opportuno, per salvaguardare un'area per molto tempo piuttosto trascurata, istituire una Riserva Naturale che esaltasse ciò che madre natura, con estrema generosità, ha regalato al territorio vastese. La Riserva di Punta Aderci, si inserisce nella rete delle Riserve d'Abruzzo, di cui rappresenta l'unica "Riserva marina". La Riserva è raggiungibile da Casalbordino Lido utilizzando il ponte sulla foce del Sinello e parte del vecchio tracciato ferroviario. Percorrendo il tratto nord si costeggia la spiaggia quasi completamente sabbiosa e libera - dove "faticosamente" resistono le dune - che diventa più ampia in prossimità della pineta ed offre il meglio di sé nella zona ad essa antistante. Il miglior punto di osservazione di questo scorcio di costa abruzzese, è, senza dubbio, la collina di "Santo Stefano". Inconsapevole - a volte - casellante di questo incantevole crocevia, Casalbordino è la meta ideale di quanti desiderano trascorrere un sano periodo di riposo al mare o in campagna senza essere stritolati dalla frenetica "industria vacanziera". La città è molto ben servita sia dalla rete autostradale che da quella ferroviaria. Il centro dista solo cinque chilometri dalla costa, che si raggiunge in pochi minuti attraverso un agile e comodo collegamento stradale. Casalbordino Lido, cresciuto intorno ad un nucleo stabile di residenti, offre tutti i servizi necessari al soggiorno e vi si accede percorrendo una breve deviazione direttamente dalla statale Adriatica. L'unione tra un ragionato e corretto "sfruttamento agricolo" del fertile altopiano e delle zone interne e la valorizzazione della qualità del paesaggio, è la naturale vocazione di questo territorio, che ancora attende di essere adeguatamente promosso. I morbidi profili delle nostre colline; gli ampi spazi delle nostre campagne più lontane; il verde mosaico dei vigneti, degli uliveti, degli orti; un centro storico vitale; la innata vocazione all'accoglienza; l'ombrosa pineta; un litorale in gran parte ancora integro; ... E' quello che offriamo ai visitatori della nostra terra. La conservazione e la tutela, gli interventi fatti con intelligenza, l'ospitalità, la programmazione, lo sguardo al futuro. E' il compito, ed anche il dovere, degli abitanti di questa terra.
Di giorno e di notte Casalbordino
Il Lido di Casalbordino con la sua bella spiaggia sabbiosa e le acque pulite e relativamente profonde è sede di numerose gare a livello nazionale di surfcasting e pesca d'altura. Numerose le strade e i sentieri da percorrere in bici o a cavallo immersi nella natura e fra i numerosi vigneti a capanna di montepulciano, oppure lunghe passeggiate nella pineta adiacente le spiagge pubbliche e private. Infatti, tra il fiume Osento e il Lido troviamo una interessante pineta costiera detta di Santo Stefano, raggiungibile dal Lido a piedi o in bicicletta.
Camera con vista Casalbordino
Le diverse strutture ricettive, alberghi e camping offrono calorosa ospitalità e fanno gustare i piatti tipici locali, soprattutto a base di pesce.Alcune strutture agrituristiche accolgono il visitatore e lo accompagnano alla conoscenza della campagna.
Nei dintorni Casalbordino
E’ possibile vedere da vicino l'alveo del Fiume Osento percorrendo a piedi o in bicicletta le stradine che costeggiano il corso del fiume, che oggi è attraversato fino alla foce da una folta vegetazione di salici, pioppi, querce, oppure seguire il corso del Fiume Sinello, dalla foce con una canoa, risalendo l'alveo del fiume . In bicicletta è possibile ammirare la vegetazione spontanea e arrivare al vicino bosco di Don Venanzio, attualmente Riserva Naturale Regionale, nel limitrofo territorio di Pollutri. In varie località come S.Stefano-Santini, Morandici Iannace, e altri, si possono vedere alcuni ritrovamenti che hanno attestato la presenza umana già dall’undicesimo secolo avanti Cristo, periodo della colonizzazione dei Frentani. La storia di Casalbordino
Nome originario di Casalbordino era "Castrum Sancti Salvatoris", Castello di San Salvatore. La sua storia si intreccia per un lungo periodo con quella del Monastero di "Santo Stefano in Rivo Maris", costruito dopo l' 851 fra le foci dell'Osento e del torrente Acquachiara da un nobile chiamato Gisone, e restituito a nuovo splendore dal marchese longobardo Trasmondo I; il quale, nell'anno 983, vi insedia l'abate benedettino Giovanni, concedondogli - tra gli altri - la giurisdizione del Castello di San Salvatore, poi detto Casalbordino. Le caratteristiche rigorosamente geometriche di questo primo nucleo abitativo fanno, con molta probabilità, risalire le sue origini ad un periodo molto antecedente. Sulla scia della sempre maggiore influenza esercitata dal Monastero di Santo Stefano e da quello di Santa Maria di Tremiti, che insieme governavano questa parte dell'Abruzzo ed il Molise, l'intero territorio conosce un periodo di crescita e grandi trasformazioni. Si popola e si organizza. Gli abitanti vengono classificati in "Maiores, Mediani e Minores". I terreni prossimi al villaggio vengono destinati alla coltivazione degli ortaggi e della vite; quelli appena adiacenti a prato e seminativi; nella parte più esterna si praticano gli usi civici. Dagli inizi del secolo XII il Monastero di Santo Stefano, più volte devastato, si avvia verso una irreversibile decadenza, fino ad essere subordinato a quello di Santa Maria d'Arabona. A rinvigorire le sorti dell'intera zona è l'avvento della dominazione angioina verso la fine del Duecento. Il nucleo urbano casalese, formato da un originario fortificato quadrangolare delimitato da quattro torri, conosce in questo periodo una sua prima espansione. Si estende verso il costone di Porta Nuova dove vengono erette due nuove torri che insieme alle altre segnano il profilo dell'abitato fino alla metà del Settecento. Questa sua solidità difensiva insieme alla felice posizione orografica fa si che Casalbordino passi indenne la drastica selezione che. tra il Trecento ed il Quattrocento, interessa i castelli della zona a causa delle calamità naturali e militari che la scompaginano. La rinnovata "attrazione" fa conoscere a Casalbordino una prima crescita demografica e territoriale. In questo periodo la popolazione passa da poco più di 300 ai 500 abitanti e le sue dimensioni territoriali iniziano ad assumere l'attuale estensione. Un patrimonio demaniale vasto, fertile e nello stesso tempo ricco di acque e di boschi. Ma queste potenziali risorse naturali non sono mai state completamente disponibili al popolo casalese, che, in varie forme, è stato costantemente e arbitrariamente usurpato delle sue ricchezze dai feudatari di turno. Addirittura nefasta è la subordinazione alla Signoria vastese dei D'Avalos. A metà del Settecento, oltre ad esigere tributi di vario tipo, la casa D'Avalos possiede nel comune circa 2.800 ettari di terreno. Per affrancarsi da questo stato di soggezione economica e sociale bisogna aspettare gli inizi del 1800, quando, abolita la feudalità, il comune viene reintegrato dei propri possedimenti. Intanto la popolazione cresce, ed insieme ad essa cresce la domanda alimentare. I circa 3.450 abitanti del 1828 iniziano il progressivo disboscamento di vaste aree demaniali in cerca di terreno coltivabile. Il paesaggio cambia rapidamente. Ai boschi si sostituiscono i campi di grano. Il pane diventa nutrimento primario della popolazione. la proprietà privata assurge a nuovo parametro socio-economico. Alla messa a coltivazione di un territorio sempre più vasto non corrisponde una adeguata struttura viaria, che continua ad essere difficoltosa e addirittura impossibile in alcuni periodi dell'anno, condannando all'isolamento intere zone del comune. Gli interventi sui collegamenti stradali operati a ridosso e appena dopo l'Unità d'Italia, valorizzano l'intero territorio casalese. Migliora la viabilità interna e quella con le zone limitrofe e, soprattutto, con l'inaugurazione della linea ferroviaria Pescara-Foggia, si apre un nuovo corridoio di scambi commerciali che riesce a dare un decisivo impulso a tutte le attività produttive. La popolazione verso la fine del secolo si attesta intorno alle 5.000 unità. La superficie comunale assume geograficamente le attuali dimensioni. Prende progressivamente corpo la Casalbordino che conosciamo: le vaste aree coltivate a grano con gli insediamenti di Vidorni, Piana d'Alloro e Iannace nella parte settentrionale; il centro abitato, fulcro delle diramazioni stradali che collegano le diverse parti del territorio, posto sulla collina; le spianate del Cavalluccio, di Piane Sabelli e Verdugia, quasi interamente coltivate a vigneto, che degradano verso il litorale; il corposo agglomerato di Miracoli raccolto intorno al Santuario, sorto nel 1576 dal luogo dell'apparizione della Beata Vergine al settuagenario Alessandro Muzio di Pollutri; il nucleo abitato della Marina di Casalbordino.
La torre civica di Casalbordino ha oltre cento anni di storia.
Il campanile fu terminato nel 1901, su progetto iniziale dell'ingegner Tito Zimarino di Casalbordino e successivamente fu affidato per il completamento all'ingegnere Antonino Liberi di Pescara, cognato di Gabriele D'Annunzio. La torre civica fu finalmente collaudata ed inaugurata nel 1901 con grande soddisfazione del Sindaco Luigi Molisani e della popolazione tutta. La torre, con il suo slancio verticale, raggiunge la considerevole altezza di 45 metri con tutto il pennone, per la sua armonia e unicità di stile neoclassica si integra con gusto e comodità con la chiesa madre di San Salvatore e la antistante piazza Umberto primo. La torre, destinata principalmente a contenere le campane e l'orologio pubblico è divenuta un utile strumento misuratore del tempo. Grandiosa ed imponente, la splendida torre, come allora nel 1901, ancora oggi rappresenta l'orgoglio dei casalesi. Non è solo un edificio, ma quasi una presenza che racconta le vicissitudini della città. In occasione del centenario della torre, nel 2001, vi sono stati grandi festeggiamenti ed è stato prodotto un depliant "I rintocchi del tempo", a cura dell'Assessorato alla cultura del Comune di Casalbordino.
MADONNA DEI MIRACOLI
A circa 4 km. dalla costa Adriatica di Casalbordino Lido, risalendo verso l'interno, si trova il Santuario della Madonna dei Miracoli. La sua orgine risale all'apparizione della Beata vergine Maria ad Alessandro Muzio di Pollutri, avvenuta nel lontano 11 giugno 1576. L'avvenimento e' testimoniato nel libro unico dei battezzati, morti, matrimoni e confermati con altre notizie dal 1601 in poi, esistente nell'archivio parrocchiale di Pollutri. A scrivere la memoria dell'apparizione fu' Don Giuseppe Muzio, figlio del veggente e arciprete della parrocchia di Pollutri dall'anno 1582. Informato dell'accaduto, il superiore ecclesiastico di Casalbordino Don Giovanni Tommaso Mancino - vicario di Santa Maria Arabona e di Santo Stefano in Rivo Maris - dopo aver verificato di persona, diede conferma del prodigio e ordinò che sul luogo dell'apparizione fosse costruita una cappella in memoria del grande avvenimento. Fù lui stesso a porre la prima pietra. La notizia fece subito il giro dell'Abruzzo e del Molise e i pellegrini accorsero numerosi. L'afflusso rimase costante lungo i secoli fino ai nostri giorni. Il particolare valore spirituale del Santuario dei Miracoli è testimoniato dagli innumerevoli « ex voto » di grazie ottenute. Purtroppo molti sono andati smarriti o in rovina nel corso dei secoli; ma ce n'è ancora una buona raccolta gelosamente conservata presso una sala del Santuario. In qualche dipinto « ex voto » si nota l'immagine di una Chiesetta che potrebbe essere quella costruita a partire dall'anno dell'apparizione. Sull'altare della primitiva cappella fu dipinto, da un ignoto autore del tempo, un affresco rappresentante la Madonna dei Miracoli con il vecchio veggente Alessandro ai suoi piedi. Questa cappella negli anni a seguire non fù più sufficiente ad accogliere i pellegrini, per cui furono fatti vari successivi ampliamenti. Nel 1824 si iniziò l'erezione del classico tempio, a croce greca, progettato dall'architetto Torresi. Il tempio venne decorato nel 1843 da Nicola Arcangelis. Al fine di assicurare l'assistenza spirituale ai numerosi pellegrini, l'Arcivescovo di Chieti-Vasto Mons. Nicola Monterisi nel 1924 prese contatto con l'Abbazia di San Giuliano d'Albaro di Genova. Dopo lunghe trattative con l'Abate Colombano Cartoni, i Benedettini, dopo secoli di assenza, tornarono in Abruzzo, stabilendosi presso il Santuario il 17 dicembre 1925. Fu opera dei monaci Benedettini la realizzazione del nuovo Santuario. Il vecchio tempio si era reso anch'esso insufficiente ad accogliere i numerosi pellegrini; ma era soprattutto pericolante a causa dei bombardamenti nella guerra del 1940. Si avvertì la necessità di costruire un altro tempio. L'attuale, di metri 73 di lunghezza, 20 di larghezza, 37 di altezza, fu progettato dal bolognese Ing. Giuseppe Zamponi. La consacrazione sollenne avvenne l'11 agosto 1962, tenuta da Mons. Giovanni Battista Bosio, Arcivescovo di Chieti-Vasto. In questa circostanza la Vergine dei Miracoli veniva nuovamente incoronata per mano del Cardinale Carlo Confalonieri, il 12 agosto dello stesso anno. Un'altra data storica è stata la ricorrenza del quarto centenario dell'apparizione della Madonna dei Miracoli celebrata con grande solennità e partecipazione di popolo. A commemorare questo storico avvenimento fu invitato il Cardinale Albino Luciani, Patriarca di Venezia, poi Papa Giovanni Paolo primo. Il Santuario di Miracoli non è stato solo luogo di pellegrinaggio e di preghiera. infatti negli anni precedenti prima che fosse costruita l'attuale chiesa, davanti al santuario si poteva assistere ad una suggestiva fiera del bestiame e tutto ciò che ne faceva da contorno. Anche oggi come la tradizione vuole, la fiera viene allestita, ma ha perso molto del suo fascino antico. Nel 1954, per opera del Prof. Terrenzio Barbone, chiamato a provvedere alla conservazione della Sacra Effige , si riscoprì la vera ed autentica immagine della Madonna dei Miracoli, come tuttora si può ammirare posta in alto al centro del presbiterio. Lo scultore Donato Calderoni riprodusse ( allo scopo di portarla in processione) la vera Madonna dei Miracoli, in un bassorilievo di bronzo argentato e dorato, racchiuso in una artistica cornice di legno di noce, che oggi troviamo in un edicola posto sul muro di cinta del monastero. Ogni anno l'11 giugno a Miracoli è festa grande. I fedeli arrivano numerosi da ogni parte dell'Abruzzo e fuori dell'Abruzzo. Cambiano i tempi e i modi per arrivarci, ma la partecipazione è sempre intensa e sentita. Migliaia di persone in questo giorno si riversano nella piazza antistante la chiesa con rinnovata e sempre viva devozione.
Tradizioni gastronomiche Abruzzesi
Alcuni studiosi di gastronomia affermano che nel 1700 in Abruzzo si preparavano paste fresche tagliate grossolanamente con un attrezzo in legno somigliante ad una macchina per la stampa. In seguito, intorno al 1800 venne scoperto "lu carrature", una specie di telaio di legno, di più facile uso, che aveva innumerevoli fili di acciaio stesi sopra. Soltanto alla fine dell'800 nasce la famosa, conosciuta e rinomata "chitarra". Antenato della chitarra è "lu rentrocelo", originale ed antica macchina per fare la pasta fresca, molto diffuso nel secolo XVIII nelle province di L'Aquila e Pescara. L'uso della pasta fresca fatta in casa nella Regione Abruzzo è costume antichissimo, piatto abruzzese per antonomasia sono i "maccheroni alla chitarra". Nella vasta offerta di pasta tradizionale regionale Casalbordino vanta la tipicità de "li 'ndrucciulun", pasta lunga fatta in casa dello spessore di circa un centimetro . Altre paste tradizionali abruzzesi sono i "maccheroni alla pecorara", a forma di anelli, gli "indrucchi" che sono dei maccheroni alla chitarra più doppi e diffusi nel teramano. Per indicare poi una pasta alla chitarra più corposa si usa il nome di "rentrocele" a Lanciano o "corde de le chiochie" a Guardiagrele nel chietino. A Villa Santa Maria c'è una particolare pasta fatta a mano che si chiama "lahanelle o laganelle", una specie di rozza e grossa fettuccina ma molto più larga e corta. Tra i piatti caratteristici a base di pasta fatta in casa ricordiamo le "taijarille fasciule e coteche", che rappresenta un tipico piatto della cucina povera abruzzese in quanto la pasta è composta di solo acqua e farina, a cui si aggiungono le cotiche, altro elemento povero, essendo queste, scarti del nobile e utilissimo maiale. Altra eccellente preparazione sono "le screppelle 'mbusse", tipiche del teramano.
Inoltre ricordiamo:
Le "maccarune a la mulinare", lunghi e spessi fili di pasta che si fanno risalire agli inizi del 1300. I "maccheroni che li ceppe", una specie di bucatino non molto lungo, tipico di Civitella del Tronto. Le "cordicelle della Marsica", bucatino chiuso alle estremità. Le "ndaccarell", una specie di quadrucci che si cucinano in brodo. E, poi, ancora: "taccozzelle", tajuline, sagne a pezze, stracciaporte, stracce, sagnacce, granitte, tritoli, quagliatelli".

Fonte Regione Abruzzo
Per informazioni Casalbordino
piazza umberto I
66021 Casalbordino CH
Tel +39087392191

Eventi e manifestazioni Lido di Casalbordino
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