Presentazione Pescocostanzo

Questa frequentata stazione sciistica sorge su uno sperone del monte Calvario, sopra alcuni altipiani carsici tra i pendii meridionali della Maiella e il monte Greco. Il borgo, di origine medievale, ha un aspetto molto caratteristico: le strade sono fiancheggiate da palazzetti ed edifici medievali e rinascimentali, tra cui la splendida basilica di S. Maria del Colle, fondata nel sec. XI e ampliata nel 1558; tra i suoi ricchi arredi vanno ricordati il soffitto ligneo, la scultura della Madonna del Colle, e un elaboratissimo cancello in ferro battuto, opera settecentesca di ispirazione rinascimentale, che chiude la Cappella del Sacramento. Per le vie del paese il Venerdì Santo si snoda la suggestiva processione del Cristo Morto. Il paese è inoltre noto da secoli per la produzione artigiana di merletti a tombolo.

Centro di antica origine e luogo di intensa civiltà, può vantare una favorevole temperie culturale, esemplata dall'eccezionale patrimonio di monumenti rinascimentale e barocchi a testimonianza della straordinaria vicenda artistica e culturale che sviluppò soprattutto tra 1400 e 1700. Le origini del primitivo insediamento Peschio si fanno risalire al X secolo. L'esistenza di Pescocostanzo è documentata per la prima volta nel 1066 dalle iscrizioni sulla porta di bronzo della Basilica di Montecassino. Il terremoto del 1456 determinava le condizioni per l'ampliamento dell'abitato nel piano sottostante la rocca con un preciso impianto urbanistico, tuttora conservato. Alla successiva crescita e affermazione concorrevano una serie di circostanze favorevoli: la vicinanza alla Via degli Abruzzi, che collegava il Sud con il Centro Nord; l'affermarsi di una classe dirigente locale, progredita e colta, dotata di risorse economiche derivanti dall'Industria ovina; i rapporti con Napoli e il legame con Montecassino e la cultura benedettina; feudatari benigni quali furono i Colonna.

Pescocostanzo, l'arte e la cultura.

Il borgo montano, nel cuore degli altipiani maggiori, con la sua compatta struttura urbanistica e il singolare pregio artistico dei suoi edifici, assurge ad autentica capitale d'arte. Non solo patria di valenti architetti, scultori, marmorari ma approdo nel primo seicento di artisti provenienti da fuori regione come Cosimo Fanzago, genio del barocco nell'Italia meridionale.
il centro storico, ancora uniformemente conservato, ricco di straordinari episodi di architettura civile e religiosa, inseriti in un ambiente urbano, in cui tutto è degno di attenzione.

Dopo il primitivo castello, costituito da case mura racchiuse attorno un rilievo roccioso, il Peschio, il nucleo urbano si sviluppò con espansioni medioevali e rinascimentali convergenti verso la collegiata di Santa Maria del colle, snodo tra i primitivi ampliamenti e il definitivo sviluppo settecentesco del paese.

I numerosi palazzi signorili e le splendide chiese, dagli straordinari apparati decorativi, documentano un grande fervore artistico determinato da una munifica attività armentizia, che contribuì anche a singolare sviluppo dell'artigianato artistico. Sono infatti ancora vive alcune tra le più tradizionali espressioni artigiane, come l'arte orafa, la lavorazione del ferro battuto, quella dell'intaglio ligneo e del merletto tombolo, oltre alla tessitura di tappeti.

Come suggerisce Vittorio casale, oltre ragioni di natura economico sociale, altre motivazioni spiegherebbero la capillare diffusione in questo piccolo centro montano di una così base qualificata produzione artistica e artigianale, che anche nel minimo dettaglio mostra sempre una straordinaria supremazia tecnica. Innanzitutto molto giocò il legame con l'abbazia di Monte Cassino, centro d'arte di cultura che, almeno nei primi anni del cinquecento ebbe con grandi vantaggi economici la giurisdizione della parrocchia pascolana. Ciò consentì alla cittadina di partecipare dei fermenti artistici culturali di respiro internazionale. Fondamentali furono poi rapporti con la cultura artistica napoletana in cui influssi penetrarono nel territorio anche grazie la vicina via degli Abruzzi. Sul terreno reso già fertile da una lunga qualificata tradizione di artigianato artistico, consolidata dall'apporto dei maestri lombardi, l'arrivo del seicento della geniale personalità di Cosimo Fanzago, celebre architetto bergamasco trapiantato a Napoli, esercitò uno stimolo eccezionale per la folta schiera di già versati e abili maestri locali, attivi a Pescocostanzo ma anche nella Valle Pelignia.

Fu proprio il fanzago l'artefice dello splendido altare maggiore, autentico capolavoro di arte marmorea, eseguito tra il 1626 ed il 1630 nella chiesa e del convento di Gesù e Maria sul viale Fanzago. La preziosa struttura, che occupa l'intero spazio absidale, è animata da uno straordinario dinamismo e da un ricercato effetto scenografico: il fanzago, aprendo l'altare nel centro dell'arcata sostenuta dai cherubini mensola, sfrutta l'effetto di illuminazione indiretta proveniente dalla finestra dell'abside e focalizza l'attenzione dei fedeli sul tabernacolo. Ma il borgo custodisce nella collegiata di Santa Maria del colle un vero scrigno di tesori, con il suo prezioso campionario di fonti battesimali, al re di vini, altari dipinti. L'edificio, di antiche origini, fu oggetto di successivi interventi del cinquecento seicento, ma raggiunse il suo massimo splendore nel settecento, per lo straordinario apparato decorativo interno. Assolutamente magnifici sogni settecenteschi soffitti lignei a cassettoni delle tre navate centrali, fra i quali spicca quello del tutto dorato dell'aula centrale, come pregevoli sono gli arredi lignei come il coro, il pulpito e la cantoria sulla controfacciata. Bellissimi sono l'altare maggiore e la cancellata in ferro battuto della cappella del sacramento, opera questa di fine seicento del maestro santo di Rocco. Qui la nostra attenzione catturata da un interessante altare in legno cinquecentesco, con la splendida Madonna del Rosario del pittore aquilano John Paolo Cardone. Alzando lo sguardo sulla cupola della cappella ammiriamo la gloria del paradiso, affresco realizzato nel 1721 dal molisano Giambattista gamba. Se splendida è la duecentesca statua lignea policroma della Madonna del colle, l'opera più antica custodita nella chiesa, è un gioiello nel gioiello la tela secentesca della Madonna dell'incendio sedato di Tanzio da Varallo, tra i più importanti pittori italiani del seicento. La tela raffigura la Madonna e il bambino tra angeli musicanti e in basso i santi Bernardino, Francesco, chiara e Caterina. Altre opere testimoniano l'attività di questo artista, seguace del Caravaggio, sul territorio abruzzese tra il 1611 1616: sono la circoncisione di Gesù, nella parrocchiale di farla San Martino, e la Madonna del bambino, San Francesco d'Assisi il committente, nella parrocchia di colle di mezzo. Qui è da vedere e anche il prezioso museo della basilica che raccoglie oggetti d'arte sacra, argenti, antichi paramenti ed elementi architettonici e scultorei provenienti dalla collegiata. Proseguendo nel nostro cammino è una piacevole scoperta la cinquecentesca chiesa di Santa Maria del suffragio dei morti, che affaccia sulla scalinata d'accesso della collegiata, dove spiccano il fastoso altare in noce scolpito, realizzato da palmerio grasso tra il 1647 il 1649 è completato da Ferdinando Mosca nel 1716, e il soffitto a cassettoni in legno, allestito da valenti maestri pescolani.

Molto singolare, ai piedi della scalinata, e la cosiddetta pietra del vituperio perché adibita sullo scherno dei debitori insolventi. Se procediamo poi in direzione della fontana maggiore, singolare manufatto settecentesco decorato con tritoni e teste di cavallo, notiamo l'elegante palazzo Mosca, della celebre famiglia prescolana di maestri dell'arte lignea. Notevoli sono pure il palazzo ricciardelli appartenuto patriota Nicola Ricciardelli, e il palazzo Colecchi, riedificato nel 1771, che spicca per le linee armoniose e per le ricche decorazioni del portale delle finestre. Sul fronte opposto il pazzo cocco con elegante portale decorato da mascherone evolute laterali. Sul Corso Roma e l'articolato palazzo Mansi, della prospera famiglia di allevatori, con importante portale sull'omonima piazzetta; si distingue poi l'ottocentesco palazzo dei capite per le raffinate opere in pietra e per gli antichi mobili d'arte conservate all'interno.

Il largo del macello, con l'antico mattatoio, emerge la facciata di palazzo grilli, di impianto seicentesco, notevole per le quattro torrette angolari, presenti in tempo anche nei palazzi ricciardelli e grilli ma solo qui conservatesi. Presente invece tutti gli elementi tipici della casa pescolana come il Vignale e li elabora con particolare raffinatezza decorativa costruttiva, segno sia della ricchezza della committenza sia dell'abilità dei maestri lapicidi locali.

La chiesa di S. Giovanni battista, oggi sede del museo delle origini, si segnala per l'elegante facciata a coronamento orizzontale comportare rosso né originali del 16º secolo, mentre la secentesca chiesa di Santa Maria del Carmine, su una scenografica gradinata, conserva un'importante altare barocco. Ma fulcro della cittadina e la piazza del municipio, snodo dei principali assi viali, dove affacciano palazzo del comune, di fronte il palazzo del governatore, ex monastero di Santa scolastica noto come palazzo fanzago, e l'adiacente facciata della ex chiesa di San Nicola di Bari, una delle più antiche chiese di pescocostanzo, oggi adibita a sala per conferenze. Il seicentesco palazzo fanzago, edificato su disegno di Cosimo Fanzago è mai completato, colpisce per la sua scenografica facciata scandita da sei grandi nicchie cieche, mentre fantasiose mensole di legno scolpito sostengono lo sporto del tetto, finemente scolpite in forma di draghi. Nelle sale interne è stato allestito il museo dell'artigianato artistico, che documenta più alti risultati dell'artigianato pescolano.

Il palazzo del comune, dominato dalla torre con orologio, edificato nel settecento e ristrutturato a più riprese nel novecento, riprende volumi, il disegno compositivo e dettagli decorativi della casa popolare. In prossimità del primitivo borgo fortificato arroccato intorno Peschio, sono notevoli palazzo cocco, addossato alla roccia, e l'elegante settecentesco palazzo cocco Palmieri, caratterizzato sul fronte di via San Rocco da un bel portale, decentrato rispetto la facciata, le finestre decorate con timpani a conchiglia centrale di gusto barocco. In via delle pigne l'imponente palazzo Colecchi occupa un intero isolato.

Per informazioni Pescocostanzo
Piazza Municipio 10
67033 Pescocostanzo AQ
Tel +39 0864 64000

 

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