
Itinerario Pennapiedimonte, Rifugio Pomilio, Bocca di Valle
Località di partenza: Balzolo di Pennapiedimonte, metri 710
Massima altitudine: Rifugio Pomilio, metri 1892
Arrivo: Bocca di Valle, metri 647
Dislivello: metri 1182 in salita, metri 1245 in discesa
Tempo complessivo: ore 6,30 - 7
Lunghezza totale: 12 chilometri
Difficoltà: per escursionisti allenati
Carte: Tavolette 1:25000 del IGM, F147 III NE Pennapiedimonte; F147 IV SE Rapino; Carta dei sentieri della Maiella, CAI, sez. di Chieti
L'itinerario non presenta difficoltà tecninceh, ma richiede un certo allenamento per il notevole dislivello, quasi 1200 metri in salita e 1250 metri in discesa. Si parte dal Balzolo di Pennapiedimonte, a quota 710 metri circa, dove è possibile riempire le borracce. Il sentiero, segnato, sale sotto il caratteristico arco naturale di roccia che sovrasta il paese. Poi si passa in un primo tratto all'interno di un muretto con rete e si costeggia il grande serbatoio dell'acquedotto. Il sentiero prosegue, sempre in cresta, oltre una valletta che si apre sulla destra. Intorno ai 1000 metri di quota il sentiero è tagliato trasversalmente da numerosi sottili piste fatte dalle pecore che salgono dalla zona della grotta di Fratanallo e scendono verso la Piana della Civita, alla ricerca dell'erba migliore. Si incontrano i primi pini e anche i primi nidi della processionaria che, per quest'albergo, rappresenta un serio problema. Dopo circa un'ora di cammino, per fare una sosta al piccolo rifugio dei Pisichioli, metri 1130, bisogna lasciare il sentiero principale e salire sulla sinistra verso il cartello di legno che lo segnala. Ormai la costa adriatica è visibile per un lunghissimo tratto e, in certi gironi, si possono scorgere anche le Tremiti e il Gargano. A sud est, vicino Casoli, si può vedere l'omonimo lago. Il percorso prosegue alla sinistra di una zona recintata di rimboschimento ed entra nella faggeta che si apre poi verso la valle, con una splendida radura e un abbeveratoio per animali. Poco più in là ci aspetta una fontanina quando si arriva all'Ara dei Preti, dove c'è un'area attrezzata per picnic, con alcuni tavoli di legno e un posto predisposto per accendere il fuoco. L'escursione per chi è stanco per la salita, potrebbe terminare qui per osservare nell'arco della giornata il gioco di luci, ombre e colori che il sole dipinge sulle pareti e sui pendii che si stagliano dinanzi.
Se invece, vogliamo continuare sempre sul sentiero segnato, si rientra nel bosco aggirando sulla destra le due cimette della Rapina finchè non arriviamo a Crocetta, luogo di convergenza di parecchi sentieri e dove possiamo di nuovo dissetarci ad una fontana alimentata dalla non lontana sorgente Acqua dei Bovi. Il toponimo testimonia che anche questi animali venivano un tempo portati a pascolare quassù. Si tralascia sulla sinistra il sentiero 3A (3 B sulla carta del CAI) e si continua a salire, con pendenza aumentata, in mezzo ai faggi e al pino mugo che qui tende a svilupparsi in altezza. Si arriva a Pietro Cioppo metri 1650, crinale quasi in piano con ginepri prostrati, erba verde e macchie bianche di roccia calcarea. Sotto il salto roccioso c'è una grotta pastorale ancora frequentata nei mesi caldi. Da qui si vede tutta la cresta boscosa che faremo in discesa fino a Bocca di Valle e, proprio a nord, un pò piu in basso di noi, la grande roccia del Campanaro. A sud, la profonda incisione della valle dell'Inferno si mostra in tutta la sua imponenza. Si riprende la salita e dopo alcuni minuti si incontra, sulla sinistra, la tabella di legno con l'indicazione Stazzo del Faggio. Si continua, invece, lungo il sentiero 3 e, in meno di un quarto d'ora, si raggiunge il rifugio Pomilio a metri 1892. Il contrasto con il tragitto percorso è notevole: strada asfaltata, puzzo di gas di scarico, boschetto di antenne di tutte le dimensioni che irradiano continuamente migliaia di watt di energia eletrromagnetica. Dopo una eventuale sosta al bar del rifugio, si comincia a scendere per il sentiero già percorso e subito si prende, a sinistra nell'erba, una poco evidente traccia che tra i pini mughi raggiunge la fonte Carlese. Da qui si continua a scendere e dopo il colle Sferracavallo si perviene al Camapanaro bel punto panoramico. Il sentiero poi passa vicino a un piccolo ricovero in pietra e scende tra i faggi sino ad arrivare a un bivio metri 1225. Si prosegue sulla destra, quasi sempre sul crinale, e si incontrano i primi alti pini. Poi si attraversa una strada bianca e si arriva alla fontanella di fronte alla baita degli alpini. Il sentiero di destra ci porta a Piana delle Mele e, ignorando la strada asfaltata si arriva quasi alla baita del Poeta e si scende lungo il sentiero sulla destra che arriva al fondo del vallone a pochi minuti di cammino dal ponte di Bocca di Valle a metri 647.
Da Nord a Sud le valli principali del versante orientale sono:
la Valle del Foro, la Valle del torrente Vesola, la Valle di Pennapiedimonte, la Valle di Palombaro, la Valle del Fossato, la Valle di Fara San Martino, la Valle di Taranta.
Principali grotte della Maiella Orientale:
grotta del Cavallone, la grotta Canosa, la grotta dei Faggi, la grotta Nera, la grotta del Colle.
Eremi della Maiella Orientale:
chiesa della Madonna dell'Altare, le grotte Sant'Angelo di Lama dei Peligni e di Palombaro, la Madonna della Mazza.
Flora della Maiella:
La Flora della Maiella è una ricchezza quasi unica e non è un caso se la scritta della Tavola dei Briganti su Scrima Cavallo contro re Vittorio Emanuele parla di "regno dei fiori".
Fauna della Maiella:
La Maiella dà rifugio ancora a moltissimi anmali anche se alcune specie sono presenti solo con qualche esemplare.
Le riserve naturali presenti nella Maiella:
Riserva Naturale Orientata Quarto Santa Chiara, Riserve Naturale Maiella Orientale, Riserva Naturale Orientata Fara San Matino Palombaro, Riserva Naturale Orientata di Feudo Ugni, Riserva Naturale Guidata Valle del Foro.
Itinerari per visitare il Parco Nazionale della Maiella:
Pennapiedimonte - Rifugui Pomilio - Bocca di Valle
Monteferrante - La Lupara
Madonna dell'Altare - Monte Porrara- Inghiottitoio
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